La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1161 del 21 gennaio 2020, in tema di risarcimento del danno da incidente stradale, ha stabilito che la persona trasportata può avvalersi dell’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazioni del veicolo, sul quale viaggiava al momento del sinistro, anche se quest’ultimo sia stato determinato da uno scontro in cui è rimasto coinvolto un veicolo assicurato con una compagnia che non ha aderito alla Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto CARD.

Ciò in quanto l’art. 141 del D. Lgs n. 206/05, di derivazione comunitaria, assegna una garanzia diretta alle vittime dei sinistri stradali in un’ottica di tutela sociale che fa traslare il “rischio di causa” del terzo trasportato, vittima del sinistro, sull’assicurazione del trasportante.

Secondo i supremi Giudici, l’esatta interpretazione delle direttive europee in materia di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli deve condurre a privilegiare la posizione del terzo trasportato, in conformità al principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, con l’unico limite del terzo consapevole della circolazione illegale del mezzo.