La Corte di Cassazione, con sentenza n. 14180 del 12 luglio 2016, ha stabilito che il gestore dell’autostrada, qualora non abbia provveduto alla realizzazione dell’apposita barriera anti-rumore, deve risarcire i proprietari degli immobili adiacenti alla corsia che hanno subito un inquinamento acustico protratto per anni e divenuto intollerabile.

Secondo la Suprema Corte, in una simile condizione di accertato superamento dei limiti della tollerabilità, sono irrilevanti le esigenze di produzione avanzate dal gestore della rete autostradale, le quali sono senz’altro garantite, purché tuttavia non venga leso il “fondamentale diritto alla salute … da considerarsi sempre prevalente in funzione del soddisfacimento del diritto ad una normale qualità della vita”.