La Corte di Cassazione, III sezione civile, con la sentenza n. 2695 del 2 febbraio 2017, ha stabilito che, anche in caso di patteggiamento per corruzione di un funzionario dell’ente pubblico, l’imprenditore deve essere condannato al risarcimento del danno all’immagine dell’amministrazione. Secondo la Suprema Corte, è senz’altro vero che la sentenza di patteggiamento non costituisce un accertamento in grado di fare stato nel giudizio civile, ma essa contiene pur sempre un’ipotesi di responsabilità e implica il riconoscimento del fatto-reato da parte dell’imprenditore. Non può neppure configurarsi un concorso di colpa dell’amministrazione, salvo che vi sia la prova della consapevolezza del Comune dell’accordo corruttivo tra imprenditore e funzionario.