L’amministratore di una S.p.A., poi fallita, è stato condannato dal Tribunale di Milano a risarcire un fornitore della società. La responsabilità si fonda, secondo i giudici milanesi, nel aver diffuso false comunicazioni sociali in ordine alla effettiva situazione patrimoniale della società (in particolare, il bilancio riportata rimanenze enormemente sovrastimate). Sulla base di tali dati di bilancio, il fornitore ha ritenuto affidabile la società cliente, proseguendo nel rapporto di fornitura e maturando un credito rilevante.

Viene quindi affermata, da un l’alto, l’effettiva attitudine ingannatoria della falsificazione nel bilancio del dato relativo al magazzino e, dall’altro lato, il fatto che il bilancio sia volto a consentire di orientare le proprie scelte nei rapporti con la società. Da ciò deriva la responsabilità dell’amministratore ex art. 2395 c.c.