Il Consiglio dell’UE ha definitivamente approvato il Foreign Subsidies Regulation (FSR), che sarà direttamente applicabile in tutta l’Unione europea entro metà 2023.

Il regolamento segna un’inversione della politica macroeconomica dell’UE in quanto alla Commissione saranno affidati nuovi strumenti di controllo sulle sovvenzioni estere.

L’obiettivo dell’FSR è infatti quello di colmare la lacuna normativa a livello euro-unitario, per la quale le sovvenzioni concesse alle imprese dell’UE dagli Stati membri dell’UE sono soggette a un attento esame in base alle norme sugli aiuti di Stato, mentre le sovvenzioni concesse dagli Stati non membri dell’UE rimanevano in gran parte prive di controllo.

Infatti, mentre per gli interventi ‘intra comunitari’ – vale a dire effettuati dagli Stati Membri – ha trovato sempre applicazione la disciplina sugli aiuti di Stato, le sovvenzioni di paesi extra-UE erano invece sottoposte di fatto a misure meno incisive.

I nuovi strumenti in mano alla Commissione

Con riguardo alle operazioni di concentrazione (M&A e joint venture) il FSR introduce due nuovi strumenti:

  • obbligo di notifica per le operazioni di concentrazione in cui il fatturato nell’UE delle imprese interessate a fondersi (per le fusioni), dell’impresa target (per le acquisizioni) o delle joint venture è superiore a Euro 500 milioni e una delle imprese coinvolte ha ricevuto sovvenzioni superiori a Euro 50 milioni da paesi extra-UE nei tre anni precedenti l’operazione;
  • autonomi poteri di indagine (ex officio) della Commissione su tutte le operazioni di concentrazione (anche quelle ‘sotto soglia’), in cui le imprese coinvolte abbiano ricevuto da parte di paesi extra-UE contributi finanziari in grado di alterare la concorrenza sul mercato interno.

Cosa si intende con sovvenzione estera distorsiva?

Ai fini dell’applicazione del FSR è da ritenersi presupposto essenziale che la sovvenzione sia erogata direttamente o indirettamente (e quindi ad esempio: da società controllate dal socio pubblico e/o fondi sovrani) da un paese extra-UE in favore di un’impresa che operi o intenda operare sul mercato interno europeo.

Il concetto di sovvenzione o contributo finanziario è particolarmente ampio. A mero titolo di esempio, possono rientrare in questa categoria le iniezioni di capitale, la concessione di prestiti o garanzie, le esenzioni o gli incentivi fiscali erogati dal paese extra-UE.

Il FSR prevede inoltre una presunzione di non dannosità della sovvenzione estera di importo inferiore a Euro 5 milioni (c.d. soglia de minimis).

Quali saranno gli impatti sul business nell’UE?

Il potere di autorizzazione preventiva della Commissione è pensato per eliminare i potenziali effetti distorsivi delle sovvenzioni provenienti da paesi extra-UE.

Pertanto, qualsiasi impresa intenzionata a effettuare operazioni di M&A o joint venture all’interno del mercato europeo dovrà verificare e quantificare le eventuali sovvenzioni ricevute da un paese extra-UE al fine di valutare il raggiungimento di entrambe le menzionate soglie e, dunque, la necessità di procedere alla notifica preventiva dell’operazione.

Effettuata la notifica, le imprese coinvolte dovranno tenere sempre presente che:

  • la Commissione valuterà se la sovvenzione è idonea a distorcere la concorrenza sulla base di una valutazione comparativa degli effetti positivi e di quelli negativi, del tutto simile a quanto avviene nel caso di aiuti erogati da uno Stato Membro;
  • i poteri di indagine ex officio della Commissione le consentono di chiedere alle imprese coinvolte in un’operazione di concentrazione ‘sotto-soglia’ la trasmissione del relativo accordo. Le imprese devono quindi tenere a mente che tale richiesta potrebbe avvenire in qualsiasi momento prima dell’esecuzione dell’operazione stessa.
  • qualora la Commissione accerti che la concentrazione è distorsiva della concorrenza, può adottare misure incisive per garantire il fair play nel mercato interno tramite la richiesta di impegni (ad es. la restituzione della sovvenzione, cambi di governance) o, nei casi più gravi, non autorizzare la concentrazione.

Quali sono le sanzioni previste dal Foreign Subsidies Regulation?

La Commissione potrà valutare di irrogare nei confronti delle imprese coinvolte sanzioni particolarmente elevate, parametrate sul fatturato delle stesse:

  • sino al 5% del fatturato giornaliero dell’impresa per ogni giorno di ritardo nella trasmissione delle informazioni richieste;
  • sino all’1% del fatturato complessivo dell’impresa per la mancata o errata trasmissione delle informazioni richieste;
  • sino al 10% del fatturato complessivo dell’impresa nei casi più gravi, come ad esempio la mancata notifica preventiva della concentrazione, l’esecuzione della concentrazione durante l’iter decisionale della Commissione o il mancato rispetto della decisione di non autorizzazione della concentrazione.