Con sentenza del 22 settembre 2016, la Corte di Giustizia UE ha posto fine alla controversia sull’equo compenso dovuto per la riproduzione privata per uso personale di opere dell’ingegno. Il procedimento, avviato su ricorso di otto società produttrici o distributrici di apparecchi elettronici, era arrivato al Consiglio di Stato che aveva rimesso alcune questioni pregiudiziali alla Corte Europea. Nel ribadire la legittimità della previsione del compenso per copia privata nella regolamentazione nazionale, la Corte ha ritenuto inadeguato il meccanismo di esenzioni ivi previsto, in quanto non si basa su criteri predeterminati ex ante per stabilire i casi in cui questo non sia dovuto. Illegittimo è anche il sistema di rimborso del compenso, quando sia stato pagato in assenza dei presupposti, che può essere richiesto dal solo utente finale e non anche dal produttore dei supporti e dispositivi.

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