L’art. 32 del D.L. 34/2019 ha introdotto una serie di misure volte a proteggere il Made in Italy e a favorirne la promozione sui mercati esteri.

La disposizione si focalizza in primis sul sostegno ai consorzi di diritto italiano che si trovano a dover sostenere spese per la tutela legale dei propri prodotti colpiti dal fenomeno del c.d. Italian Sounding, ossia le pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell’origine italiana di prodotti tramite tecniche quali riferimenti linguistici, uso di packaging ingannevoli o false indicazioni geografiche.

In tal senso, i consorzi potranno richiedere un contributo pari al 50% delle spese sostenute (fino ad un massimo annuale di Euro 30.000), secondo i criteri che dovranno essere approvati con apposito decreto ministeriale.

In secondo luogo, è stato introdotto un nuovo impedimento assoluto alla registrazione di marchi che non potranno includere “i segni riconducibili alle forze dell’ordine e alle forze armate e i nomi di Stati e di enti pubblici territoriali italiani” né “parole, figure o segni lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia”.

Da ultimo, al fine di un maggiore controllo del mercato, il Consiglio nazionale per la lotta alla contraffazione – già istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico – avrà anche funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento volte a contrastare la falsa evocazione dell’origine italiana dei prodotti.