La Corte di Giustizia ha risolto la questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Düsseldorf circa l’estensione territoriale dell’inibitoria all’uso del marchio europeo “Commit”. Tale marchio risulta infatti confondibile con il marchio “Combit” per una parte dei consumatori europei – quali quelli germanofoni – incapaci di cogliere le differenze semantiche tra i segni. Non è così invece, ad esempio, per i consumatori anglofoni, che identificano “Commit” con l’omonimo verbo inglese e “Combit” con l’unione di “Com” e “Bit”. La Corte di Giustizia ha quindi precisato che l’inibitoria è da estendersi su tutto il territorio dell’Unione, ad eccezione di quei Paesi ove sia accertata l’assenza del rischio di confusione.

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