Il 23 maggio 2022 la Commissione europea ha adottato il nuovo Piano di emergenza per i trasporti, tracciando una strategia comune per fronteggiare le eventuali situazioni di crisi che potrebbero colpire in futuro il settore dei trasporti, siano esse dovute a carenze infrastrutturali, conflitti militari, calamità naturali o ulteriori pandemie.

Forte degli insegnamenti tratti dalla crisi sanitaria e dallo scoppio della guerra in Ucraina, il Piano di emergenza promuove una serie di misure e strumenti da attivare nell’eventualità in cui dovesse insorgere un ulteriore evento eccezionale, potenzialmente in grado di incrinare in maniera tangibile la catena di approvvigionamento delle merci nel territorio UE.

Le corsie verdi

La maggior parte delle proposte contenute nel Piano si sono già rivelate utili per arginare le conseguenze negative legate alla recente crisi pandemica. Tra queste spicca il sistema delle corsie verdi, inaugurato nel marzo 2020 e consistente nella facoltà per gli Stati membri di istituire presso le frontiere interne dei punti di attraversamento facilitati per il passaggio dei veicoli merci – indipendentemente dalla natura di beni trasportati –, con controlli ridotti al minimo e ottimizzati allo stretto necessario, di una durata indicativa massima di 15 minuti.

Secondo un’analisi dell’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA), la costituzione delle corsie verdi da parte di alcuni Stati membri avrebbe determinato una drastica riduzione dei ritardi nell’esecuzione dei trasporti intra-Schengen ed un sostanziale miglioramento del livello di traffico delle reti stradali europee.

Il nuovo Piano di emergenza promuove pertanto la costituzione di ulteriori corsie verdi presso i confini territoriali interni degli Stati comunitari. Trattasi di una misura che potrebbe determinare effetti favorevoli anche per gli operatori nazionali, considerato che in Italia – secondo una recente stima pubblicata sul Sole 24 Ore – circa l’80% delle merci viaggia su strada e i maggiori partner commerciali, come la Germania o la Francia, per essere raggiunti esigono l’attraversamento dei varchi alpini.

Un trasporto merci “data driven”

Oltre all’implementazione delle corsie verdi, nel Piano di emergenza la Commissione incentiva anche lo sviluppo di metodi innovativi per la comunicazione dei dati rilevanti in merito al trasporto merci, data l’importanza che la condivisione di informazioni tra i principali attori del settore riveste nel ridurre le tempistiche dei trasporti. In quest’ottica, la Commissione valuta con grande favore il progetto “Galileo Green Lane” recentemente promosso dall’EUSPA, che mira a sviluppare un sistema che visioni e monitori in tempo reale le frontiere dell’Unione europea per indicare i tempi di attesa dei veicoli, agendo in ausilio ad imprese di trasporto ed autorità nazionali nell’attività di coordinamento del transito merci.

Armonizzazione delle normative nazionali

Ulteriori soluzioni proposte dalla Commissione mirano invece ad armonizzare le normative nazionali, al fine di semplificare la burocrazia e le procedure per ottenere le autorizzazioni richieste per svolgere i servizi di trasporto nell’area Schengen.

Maggiore apertura agli aiuti di Stato

Il Piano di emergenza non esclude neppure la possibilità che per far fronte ad un eventuale crisi del settore alle imprese di autotrasporto possano essere destinati aiuti di Stato, sempre che tali aiuti non si concretizzino in una minaccia per la libera concorrenza nel mercato comunitario e che siano quindi compliance con la normativa comunitaria.

L’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), difatti, consente alle imprese di ottenere delle forme di finanziamento dagli Stati membri solamente in ipotesi circoscritte, ad esempio per far fronte a danni cagionati da eventi eccezionali (pandemie, epidemie, conflitti militari, calamità naturali), per promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, oppure per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro.

Al fine di evitare un ulteriore aggravamento nel sistema di approvvigionamento delle merci, la Commissione non esclude dunque la possibilità di favorire la concessione di aiuti di Stato agli operatori del settore dei trasporti, magari adottando delle normative che introducano delle corsie privilegiate per accedere ai finanziamenti, al pari di quanto fatto per far fronte alla crisi sanitaria legata alla diffusione della pandemia da Covid-19.

Spetterà alla Commissione assistere gli Stati membri nell’adozione degli strumenti delineati nel Piano, promuovendo un’ampia attività di coordinamento ed armonizzazione delle scelte politiche interne, mentre sarà compito del Parlamento europeo e del Consiglio intervenire a livello normativo per modernizzare e rafforzare la resilienza del settore dei trasporti.

Il testo completo del Piano di emergenza dei trasporti adottato dalla Commissione europea è disponibile QUI.