Le Sezioni unite della Corte di Cassazione all’udienza del 28 aprile 2016 si sono pronunciate in merito alla questione della possibilità di utilizzare agenti informatici per la effettuazione di intercettazioni tra presenti senza previa individuazione, nel decreto di autorizzazione, dei luoghi ove si svolgeranno le conversazioni. Bisognerà attendere il deposito della motivazioni, ma la memoria della Procura Generale sembra concedere tale facoltà all’autorità giudiziaria per reati di particolare gravità.

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