Secondo una recente pronuncia della Cassazione, l’uso del web per propagandare l’attività del c.d. “stato islamico” integra il delitto di apologia di associazione con finalità di terrorismo internazionale, così come previsto dall’art. 414 comma 4 c.p. in relazione all’art. 270 bis c.p.  ed è sufficiente a giustificare l’emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari. La vicenda trae spunto dalla creazione di siti in lingua italiana, all’interno dei quali si inneggiava alle attività del Califfato e si invitavano i musulmani a supportare le attività del c.d. “stato islamico”.

Link alla fonte