Nel corso degli anni, la Giurisprudenza ha cercato più volte di definire il problema relativo al rapporto sussistente tra il reato di riciclaggio di cui all’art. 648 bis c.p. e il reato di associazione a delinquere di cui all’art. 416 c.p.

Di recente, la Cassazione ha chiarito che i beni oggetti del delitto di riciclaggio non possono derivare dalla condotta associativa per impossibilità ontologica, posto che la partecipazione all’associazione a delinquere non è una condotta automaticamente produttiva di proventi illeciti che possono costituire oggetto del delitto previsto dall’art. 648 bis c.p.

Con sentenza n. 14232 del 13/04/2022, la Sezione Seconda della Suprema Corte ha infatti affermato che «tra il delitto di riciclaggio e quello di cui all’art. 416 cod. pen. non vi è alcun rapporto di “presupposizione”, sicché non opera la clausola di esclusione di cui all’art. 648-bis cod. pen., relativa a chi abbia concorso nel reato, con la conseguenza che il partecipe all’associazione per delinquere risponde anche del delitto di riciclaggio dei beni acquisiti attraverso la realizzazione dei reati-fine del sodalizio criminoso».

Con l’affermazione di tale principio, è stata evidenziata la differenza tra associazione a delinquere e associazione di tipo mafioso di cui all’art. 416 bis c.p. che, al contrario, può costituire il presupposto del delitto di riciclaggio, in quanto di per sé idonea a produrre proventi illeciti immediatamente riconducibili al sodalizio criminale, a prescindere dalla realizzazione di specifici reati.

La ratio del delitto di associazione a delinquere, infatti, è quella di punire il mero fatto di associarsi allo scopo di commettere più reati e, di conseguenza, la correlazione tra bene e reato – richiesta dall’art. 240, comma 1, c.p. – non può essere intesa, in tale ipotesi, come il vantaggio economico positivo di diretta ed immediata derivazione causale del reato presupposto.

In conclusione, il reato di associazione a delinquere non genera automaticamente dai reati-fine vantaggi economici costituenti il prodotto o il profitto illecito immediatamente ricollegabile al sodalizio criminale (e come tali suscettibili di confisca), poiché il mero fatto di associarsi finalizzato alla commissione di più reati è di per sé improduttivo di ricchezze illecite.

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