Dopo l’intervento del decreto legge 21 ottobre 2021 n. 146 in tema di sospensione dell’attività per determinate violazioni in materia di sicurezza (già discusso in una news del 28 ottobre 2021), la legge di conversione del 17 dicembre 2021 ha introdotto un vero e proprio obbligo di individuazione del preposto per l’effettuazione delle attività di Vigilanza da parte del datore di lavoro, che si applica sia agli stabilimenti industriali che ai cantieri e ai lavori connessi a contratti di appalto.

La figura del preposto era già prevista dalla normative in materia di sicurezza sul lavoro fin dai DPR degli anni 50 come figura volta al controllo e alla vigilanza, ma spesso il suo ruolo è stato sottovalutato dalla prassi giurisprudenziale che ha più spesso criminalizzato le figure di vertice della società, anche quando la causa dell’infortunio era riconducibile ad una omissione di controllo o alle modalità esecutive del lavoro.

Con l’intervento normativo vengono meglio precisati i compiti del preposto che sono quelli di sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori degli obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza con la possibilità di intervenire per modificare non conformità, di interrompere l’attività del lavoratore inadempiente e di informare I superiori diretti.

A tal proposito viene introdotta la necessità di segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate, prevedendo espressamente sanzioni a carico del preposto.

Il provvedimento si inserisce nel processo di sicurezza partecipata e mira ad accrescere anche maggiore formazione per i preposti (con una attività non più quinquennale, ma biennale) e nuove modalità formative anche a carico dei datori di lavoro, sulla base delle indicazioni che arriveranno dalla Conferenza permanente Stato-Regioni.

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