Che valore può rivestire in giudizio l’autocritica compiuta dal coniuge sulla fine del rapporto coniugale? La Corte di Cassazione, nuovamente chiamata a pronunciarsi sulle condizioni per disporre l’addebito della separazione, chiarisce che, sebbene il coniuge, con lettere scritte indirizzate all’altro, si sia attribuito la responsabilità della fine del matrimonio, ciò non è vincolante per il Giudice. Infatti, è il Tribunale che può stabilire se il coniuge sia effettivamente venuto meno ai doveri nascenti dal vincolo coniugale e se ciò abbia determinato l’impossibilità di prosecuzione della vita matrimoniale. Le lettere di scuse, semmai, possono essere mera espressione “di una libertà fondamentale quale quella di autodeterminarsi nella conduzione della propria vita familiare e personale” caratterizzata per tutti da “luci ed ombre”.