Nuovo Codice di autodisciplina per le imprese familiari non quotate

Promuovere assetti di governance più strutturati, trasparenti ed efficienti nelle imprese familiari di medie e grandi dimensioni: è questo l’obiettivo del nuovo Codice di autodisciplina – Principi per il governo delle imprese familiari non quotate, promosso da AIDAF, Assonime, Università e SDA Bocconi.
Il Codice si rivolge alle imprese con fatturato compreso tra 20 e 250 milioni di euro, nonché alle realtà di maggiori dimensioni, nelle quali una o più famiglie detengono il controllo del capitale. L’iniziativa intende favorire l’evoluzione dei modelli di governo societario, rafforzando la capacità delle imprese familiari di affrontare processi di crescita, passaggi generazionali e relazioni con investitori e stakeholder istituzionali.
L’implementazione del Codice prevede un ruolo centrale dei professionisti legali e consulenziali, chiamati a supportare le imprese nella corretta recezione dei principi e nella definizione di assetti di governance coerenti con la struttura proprietaria e le esigenze operative.
La nuova versione del Codice si articola su tre direttrici principali:
- il rafforzamento dell’organo amministrativo, che viene concepito come collegiale e aperto a componenti esterni dotati di adeguate competenze e autorevolezza, con previsione, per le imprese di maggiori dimensioni, della presenza di amministratori indipendenti secondo criteri allineati a quelli delle società quotate.
- la pianificazione della successione, attraverso la definizione di regole e procedure idonee a garantire la continuità della governance e della gestione, anche in situazioni di emergenza, favorendo una progressiva distinzione tra il ruolo strategico della famiglia e la gestione operativa affidata a management qualificato.
- la sostenibilità, con l’introduzione di presidi informativi sugli impatti economici, ambientali e sociali dell’attività d’impresa. Per le società non soggette a obblighi di rendicontazione, il Codice individua un quadro di riferimento volontario ispirato agli standard europei CSRD.
“La nuova versione del Codice rappresenta un passo avanti nel rendere il capitalismo familiare più moderno, credibile e attrattivo nei confronti di investitori e stakeholder” commenta Claudio Elestici. In tale contesto, l’attività di advisory si concentra sulla mappatura della governance esistente, sull’individuazione dei gap rispetto ai nuovi principi e sulla formalizzazione di processi, deleghe e policy, con particolare attenzione alla gestione dei rischi, alla definizione dei ruoli successori, alla separazione tra proprietà e gestione e alla qualità del reporting verso il mercato.
Il nuovo Codice si configura, dunque, come un riferimento evoluto di best practice, volto a supportare le imprese familiari nel rafforzamento della propria struttura di governo, nella creazione di valore sostenibile e nel consolidamento della credibilità istituzionale nel medio-lungo periodo.
L’articolo completo: https://www.rplt.it/wp-content/uploads/2026/02/News_imprese-familiari-non-quotate_Italia-Oggi.pdf
