Addio all’addizionale comunale sui diritti di imbarco negli aeroporti minori della Sicilia e dell’Emilia-Romagna

A partire dal 1° gennaio 2026 negli aeroporti della Sicilia con un traffico annuale inferiore a 5 milioni di passeggeri e negli aeroporti dell’Emilia-Romagna con un traffico annuale inferiore a 700.000 passeggeri non si verrà applicata l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Il provvedimento, a lungo invocato dagli operatori del settore aeroportuale, potrà consentire una riduzione del prezzo dei biglietti aerei, garantendo comunque le stesse entrate nelle casse dello Stato.
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, in particolare, il provvedimento interesserà gli aeroporti di Parma, Rimini e Forlì.
La natura e il progressivo aumento del tributo
L’addizionale comunale sui diritti d’imbarco è un tributo imposto su ciascun passeggero imbarcato e gravante sui vettori.
Inizialmente, l’addizionale era stata determinata nella misura di € 1,00 per passeggero e destinata a compensare Enav dei costi sostenuti per garantire la sicurezza dei propri impianti, nonché a sostenere i Comuni in cui si trovano gli aeroporti (o con essi confinanti) e a finanziare misure per la prevenzione e il contrasto alla criminalità e il potenziamento della sicurezza negli aeroporti e nelle stazioni.
A seguito di numerosi e disomogenei interventi normativi, oggi l’ammontare dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco è pari ad € 6,50 per passeggero nella gran parte degli aeroporti italiani e finanzia principalmente il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e il sistema aeroportuale e la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno dalle gestioni previdenziali.
La Legge di Bilancio 2025 ha previsto un nuovo aumento dell’addizionale di € 0,50, ma solo per i voli con destinazione al di fuori dell’Unione Europea in partenza dagli aeroporti con volume di traffico superiore a 10.000.000 di passeggeri all’anno.
Le critiche del settore e le richieste di riforma
Il soggetto su cui grava l’obbligo di pagamento dell’addizionale è il vettore che opera il volo, che riversa il relativo importo sul prezzo finale del biglietto applicato al passeggero, determinandone un significativo incremento del costo.
Proprio per questo motivo, l’addizionale è stata più volte contestata dagli operatori del settore. In particolare, Assaeroporti ha formalmente chiesto al Governo e al Parlamento di riorganizzare la materia e di puntare ad una progressiva riduzione degli importi dovuti, specialmente a beneficio degli aeroporti regionali con minore traffico.
Negli ultimi anni alcune Regioni si sono fatte carico dell’onere di corrispondere allo Stato gli importi dovuti a titolo di addizionale comunale, con l’obiettivo di esonerare le compagnie aeree da tale costo e rendere gli aeroporti – in particolare gli aeroporti minori – più competitivi, generando maggiore traffico e favorendo il rilancio di tali scali. In ordine di tempo, la prima regione ad intervenire è stata la regione Friuli-Venezia Giulia nel 2023, seguita dalla Calabria nel 2024 e dall’Abruzzo nel 2025.
L’impegno finanziario della Sicilia e dell’Emilia Romagna
In tutti questi casi si è previsto che l’ente regionale provvedesse con proprie finanze a compensare i mancati versamenti in favore dello Stato a titolo di addizionale. Lo stesso meccanismo è stato adottato per la Sicilia e l’Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda la Sicilia, la Regione verserà ogni anno allo Stato la cifra di € 6.172.388; nel caso dell’Emilia-Romagna, la Regione verserà all’entrata del bilancio dello Stato, entro il 30 aprile di ciascun anno, l’importo di € 1.912.300 annui, con oneri a carico della finanza regionale.
In entrambi i casi, l’importo è fisso e indipendente dal numero di passeggeri in partenza dagli aeroporti che beneficeranno dell’esenzione.
Gli obiettivi dei provvedimenti
L’intento dichiarato dei provvedimenti è l’aumento dei flussi turistici, grazie ad un maggior numero di voli e ad un ampliamento dei collegamenti verso gli aeroporti coinvolti dai provvedimenti.
Sia la Regione Sicilia che la Regione Emilia-Romagna hanno investito proprie risorse per disapplicare l’addizionale comunale e puntano ad ottenere un’importante crescita in termini di movimenti e passeggeri, invogliando le compagnie aeree ad aprire nuove rotte negli aeroporti dove non dovranno pagare l’imposta e a ridurre i prezzi dei biglietti sui voli per tali scali.
