La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22605 del 8 novembre 2016, ha stabilito che non può attribuirsi la responsabilità del sinistro stradale unicamente alla presenza sulla carreggiata di un oggetto anomalo, allorquando anche il conducente del veicolo abbia commesso un’imprudenza durante la guida.

Nel caso di specie, il conducente del veicolo guidava a velocità eccessiva ed aveva ‘tagliato’ una curva a visuale non libera, trovandosi così all’improvviso davanti ad una grossa sponda metallica che non è stato in grado di evitare, perdendo il controllo della vettura e finendo per capovolgersi. Secondo la Suprema Corte, pertanto, è impossibile negare ogni rilevanza al comportamento del conducente, che integra un concorso causale, il cui riparto percentuale va affidato alla decisione del giudice di merito.