Secondo il report “Doing Business 2019”, pubblicato dalla Word Bank a fine ottobre 2018, la Cina è cresciuta di ben 32 posizioni (dalla 78^ alla 46^ posizione) per qualità del c.d. “business enviroment”.

Questo miglioramento è dovuto alle politiche del governo centrale mirate a ridurre i vincoli burocratici e creare un contesto più attrattivo per gli investimenti e l’avvio di attività imprenditoriali. Ad esempio, le tempistiche medie per costituire una società si sono ridotte da 23 a 9 giorni, con una riduzione delle formalità necessarie e “sportelli unici”.

Altri importanti fattori di miglioramento riguardano la gestione delle utenze – grazie a migliori infrastrutture, costi ridotti e semplificazioni amministrative – le procedure per ottenere i permessi per costruire ed i registri immobiliari. Infine, migliori tutele per gli investitori di minoranza e per le esportazioni.

Occorre, tuttavia, osservare che i dati elaborati dalla World Bank riguardano, in particolare, le aree di Pechino e Shanghai, che sono notoriamente più avanzate dal punto di vista economico e sotto il controllo diretto del governo centrale.

Ciò nonostante, si intravedono segnali incoraggianti da parte del governo cinese per favorire gli investimenti e l’insediamento di attività imprenditoriali da parte di soggetti stranieri.