Il caso Comala riapre il dibattito: servono nuovi strumenti per valutare il valore degli spazi pubblici

Il recente articolo di Emiliano Giovine, partner RPLT, sul Corriere della Sera Torino sul Comala – il centro di aggregazione torinese chiuso il 24 febbraio scorso dopo 15 anni di attività culturali e sociali. Si torna a discutere sul futuro degli spazi pubblici e sulle modalità con cui vengono assegnati e gestiti.
Non si tratta di una contestazione delle procedure amministrative in sé — considerate corrette e legittime — ma di una riflessione più ampia sui limiti degli strumenti tradizionali quando entrano in gioco realtà costruite nel tempo dalle comunità.
La vicenda ha mostrato come i classici bandi pubblici fatichino a cogliere elementi immateriali ma fondamentali: relazioni sociali, produzione culturale, partecipazione civica e capacità di rigenerazione urbana dal basso. Tutti aspetti che, pur non essendo facilmente quantificabili, rappresentano una componente essenziale del valore pubblico generato da luoghi come Comala.
Al centro del dibattito emerge quindi la necessità di strumenti più evoluti. Tra questi, il modello MAVT (Multiple Attribute Value Theory), già sperimentato dalla Città di Torino, si propone come una possibile soluzione. Si tratta di un approccio innovativo che consente di attribuire un valore economico anche all’impatto sociale, culturale e ambientale dei progetti, attraverso un sistema trasparente di indicatori e criteri di valutazione.
In questo modello, l’impatto diventa parte integrante del rapporto tra amministrazione e gestore.
L’articolo completo su: https://www.pressreader.com/italy/corriere-torino/20260321/281887304833231
