Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Il nuovo Codice degli Incentivi: nuove opportunità per le PMI virtuose

Un intervento strutturale, non solo di riordino

Il Decreto legislativo 27 novembre 2025 n. 184, denominato “Codice degli incentivi”, segna un cambiamento decisivo per le imprese che intendono accedere agli incentivi pubblici. Dopo anni di frammentazione normativa e complessità procedurale che hanno reso il sistema italiano degli aiuti difficile da navigare, il nuovo Codice, in vigore dal 1° gennaio 2026, introduce una riforma organica in relazione alle norme che regolano il sostegno pubblico alle imprese.

Adottato in attuazione della legge delega 27 ottobre 2023, n. 160, il Codice supera il mero riordino normativo: abroga il Decreto legislativo n. 123/1998 e altre disposizioni superate, introducendo principi generali e regole procedurali uniformi che rendono il sistema più accessibile, efficiente e orientato agli obiettivi strategici delle politiche industriali nazionali.

La rivoluzione digitale: il sistema “Incentivi Italia”

La novità più rilevante – in attuazione dei principi di digitalizzazione, semplicità e uniformità delle procedure – è rappresentata dall’introduzione del sistema “Incentivi Italia”, un ecosistema digitale, finanziato dal PNRR, che integra il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.

Questo strumento accompagnerà le imprese lungo l’intero ciclo di vita dell’incentivo, dalla programmazione alla valutazione finale, offrendo schemi di bando-tipo standardizzati per facilitare la comprensione dei requisiti, un sistema unificato di classificazione delle voci di spesa per ridurre gli errori in fase di rendicontazione e servizi digitali integrati per migliorare l’accesso e la conoscibilità delle opportunità disponibili.

Le imprese potranno orientarsi con maggiore facilità nel panorama degli incentivi, riducendo tempi e costi amministrativi.

Programmazione e coordinamento: il Tavolo permanente degli incentivi

Il Codice richiede a ciascuna amministrazione centrale titolare delle misure di adottare un “Programma degli incentivi” che definisca, in modo unitario, gli obiettivi strategici di sviluppo, gli strumenti destinati a perseguirli, il cronoprogramma di attuazione e il relativo quadro finanziario; in questo modo, la programmazione diventa la base per assicurare alle imprese maggiore trasparenza e prevedibilità sulle risorse disponibili e sulle tempistiche.

Per garantire che tale pianificazione sia coerente anche sul piano territoriale, il legislatore istituisce presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il “Tavolo permanente degli incentivi”, sede di raccordo tra amministrazioni centrali, Regioni e Province autonome, finalizzata ad allineare le politiche di incentivazione statali e regionali ed evitare sovrapposizioni e frammentazioni.

Standardizzazione: il bando-tipo

L’attivazione degli incentivi alle imprese dovrà avvenire tramite bandi redatti secondo un modello uniforme, definito con decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ogni bando dovrà indicare in modo chiaro gli elementi essenziali della misura, tra cui finalità, risorse disponibili, condizioni di ammissibilità, modalità di erogazione e criteri di controllo. Questa standardizzazione è funzionale a garantire trasparenza, prevedibilità e parità di trattamento tra le imprese richiedenti, riducendo al contempo gli oneri amministrativi in capo alle amministrazioni concedenti.

Tutela delle PMI e premialità per comportamenti virtuosi

Il legislatore ha previsto che, per ciascun incentivo, una quota minima pari al 60% delle risorse sia riservata alle PMI, destinando almeno il 25% alle micro e piccole imprese o, ove ammissibili, ai lavoratori autonomi, così da favorire una diffusione effettiva del sostegno pubblico nel segmento più capillare dell’economia.

Inoltre, in sede istruttoria, i bandi possono valorizzare comportamenti virtuosi attraverso specifici criteri premiali, tra cui il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, l’assunzione di persone con disabilità e la promozione del lavoro giovanile e femminile in termini sia quantitativi sia qualitativi, orientando gli incentivi non solo alla crescita economica, ma anche a obiettivi di responsabilità sociale.

Considerazioni finali

Con il nuovo Codice degli incentivi il legislatore invia un segnale chiaro al tessuto produttivo italiano: il sistema evolve verso maggiore trasparenza, accessibilità e misurabilità dei risultati. Digitalizzazione, standardizzazione delle procedure e rafforzamento dei meccanismi di valutazione costituiscono una risposta concreta alle esigenze, da tempo avvertite dalle imprese, di semplificazione e di maggiore efficacia nell’impiego delle risorse pubbliche.

In questo scenario, la corretta gestione dei profili legali e procedurali diventa determinante per trasformare le misure disponibili in vantaggi effettivi: la vostra impresa è pronta a cogliere le opportunità offerte dal nuovo Codice degli Incentivi?

La “Certificazione B Corporation” è un marchio che viene concesso in licenza da B Lab, ente privato no profit, alle aziende che, come la nostra, hanno superato con successo il B Impact Assessment (“BIA”) e soddisfano quindi i requisiti richiesti da B Lab in termini di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza.

Si specifica che B Lab non è un organismo di valutazione della conformità ai sensi del Regolamento (UE) n. 765/2008 o un organismo di normazione nazionale, europeo o internazionale ai sensi del Regolamento (UE) n. 1025/2012.

I criteri del BIA sono distinti e autonomi rispetto agli standard armonizzati risultanti dalle norme ISO o di altri organismi di normazione e non sono ratificati da parte di istituzioni pubbliche nazionali o europee.