Il Ministero per lo Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno firmato un decreto attuativo (ora inoltrato alla Corte dei conti per la registrazione) per stanziare 10 milioni di euro per promuovere la nascita e lo sviluppo delle Società Benefit (SB).

 La posizione dell’esecutivo appare alquanto chiara: promuovere, attraverso incentivi, un modello di fare impresa orientato alle tematiche ESG. Si rammenta che, con la qualifica giuridica di SB un’impresa s’impegna, attraverso la modifica del proprio statuto, ad  integrare il proprio oggetto sociale e quindi a perseguire , oltre all’obiettivo del profitto, anche finalità di beneficio comune.  

Il decreto del MISE giunge a coronamento di un percorso di sviluppo che, pur senza particolari incentivi a disposizione, ha visto crescere le SB in Italia da circa 500, a fine 2019, a circa 1400 con una piena trasversalità sia a livello merceologico-settoriale che a livello dimensionale. Il modello SB inizia infatti a diffondersi anche fra società di medio-grandi dimensioni, spesso in concomitanza con l’avviamento del percorso per l’ottenimento della certificazione B Corp. 

I 10 milioni stanziati per ora dal MISE saranno divisi in: 

  • 7 milioni per crediti di imposta al 50% che andranno a supportare i costi di costituzione della (o trasformazione in) SB, compreso quindi il passaggio notarile per la formalizzazione delle modifiche statutarie, nonché l’assistenza professionale e la consulenza relativa alle attività correlate;
  • 3 milioni per attività di promozione, ancora non specificate nel dettaglio.

Il tetto massimo di agevolazione fissato per ciascun beneficiario è di 10mila euro.

Lo stanziamento di fondi, se pur ancora esiguo, sottende quindi una presa di coscienza importante:  l’adozione ed il mantenimento della qualifica di Società Benefit non costituiscono soltanto una mera dichiarazione di intenti, ma una solida scelta strategica che, per essere seria e generare impatti positivi concreti e misurabili, richiede  anche dei costi di assistenza/consulenza “tecnica”.

Cifre disponibili alla mano, la misura del MISE potrebbe essere intercettata da alcune centinaia di imprese: va dunque letta  come un “progetto pilota” per verificare la fattibilità e l’efficacia di futuri, ulteriori investimenti.