Inaugurazione Mostra: “A world through my window” di Alessandro Spadari

C’è un’opera di Giorgio de Chirico che immagina Ulisse su una barchetta che naviga sull’azzurro tappeto di una stanza di casa. È così che si può immaginare Alessandro Spadari, pittore che esplora mari, luoghi sconosciuti, lande desolate e distese nebbiose restando tra le mura del suo studio-abitazione.
Alessandro ama i viaggi, raccontati e immaginati. Noto, e molto ben risolto, è, ad esempio, il suo ciclo pittorico dedicato a Moby Dick, il simbolo per eccellenza della sfida dell’uomo con i propri demoni interiori, quelli più difficili da battere.
Le opere esposte negli spazi di RPLT appartengono a una nuova serie di lavori, realizzati negli ultimi due anni. Dopo le sperimentazioni a tecnica mista impiegate nella serie di Melville, che concedeva un ruolo anche all’elemento figurativo, Spadari torna alla sua pittura più classica, quella pura, fatta di colore, pennellate e dripping. Per questa nuova serie ha scelto un titolo che apre a mille riflessioni: Un mondo dalla mia finestra. Ci potremmo immaginare il pittore mentre dipinge in uno studio con grandi vetrate aperte su un paesaggio sconfinato, ma non è così. Lo studio di Alessandro è in un interno milanese, non ha grandi finestre e neppure una vista degna di nota. Il mondo, quindi, è quello immaginato, quello che l’artista è capace di trovare dentro di sé: un mondo straordinario, che non ha confini e concede voli e traversate attraverso spazi infiniti. Non dimentichiamo che Kandinskij dipinse di nero le finestre del suo atelier alla Bauhaus, perché il vero non disturbasse la sua visione interiore. E di visioni interiori si tratta anche nel caso di Spadari, sempre sul filo dell’astrazione, sempre in bilico tra realtà e sogno. Sono paesaggi dell’anima, che emergono dalla memoria, che parlano il linguaggio della poesia.
Per l’occasione anche la tavolozza di Spadari si apre a nuove tonalità: agli azzurri e ai rossi che hanno sempre abitato le sue opere, si aggiungono morbidi toni di verde, umide nuances di bruno, luminose sfumature di giallo e blu intensi. Qua e là riconosciamo elementi architettonici e riferimenti naturali: forse edifici, forse colline. Ma altrove le distese cromatiche si fanno astratte, quasi color fields aniconici, che sfiorano l’astrazione senza mai abbandonarvisi.
Spadari non tradisce se stesso, non abbandona i suoi paesaggi di turneriana memoria, ma compie un nuovo passo nell’evoluzione del proprio linguaggio pittorico, creando una serie di dipinti capaci di catturare lo sguardo del fruitore e accompagnarlo in un mondo sospeso, poetico e avvolgente.
RPLT RP legalitax, Milano – Piazza Cadorna 4, Milano
Inaugurazione 17 febbraio 2026, 18:30
Entrata gratuita, previa registrazione QUI
