Lo scorso 17 gennaio la Corte di Cassazione, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Napoli, ha affermato che il conflitto tra identiche ditte ed insegne utilizzate nei medesimi ambiti territoriali e merceologici, deve essere risolto a favore del soggetto che per primo ne ha iniziato l’utilizzo. Ciò anche nel caso in cui l’altro titolare abbia registrato per primo la ditta in questione ed il suo cognome coincida con la ditta stessa. La Suprema Corte ha dunque confermato l’inibitoria nei confronti del dott. Scamarcio – farmacista napoletano – ad utilizzare l’omonima ditta e insegna poiché confondibili con la ditta e l’insegna “Scamarcio” utilizzate da tempi più risalenti dalla dott.ssa Bianca Annechino che le aveva precedentemente acquistate da un omonimo dott. Scamarcio.

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