Lo scorso 13 ottobre, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Perugia per cui l’esclusione di un concessionario dalla rete distributiva da parte della società monopolista nell’importazione e distribuzione di auto a marchio Audi in Italia non rappresenta né concorrenza sleale né abuso di posizione dominante. Tale esclusione è infatti avvenuta nell’ambito di un piano di ristrutturazione della rete vendita di Volkswagen Group Italia improntato su criteri oggettivi di tipo qualitativo-quantitativo e non discriminatori, con lo scopo di ricollocare il marchio Audi in una fascia alta del mercato. Secondo la Suprema Corte, ciò è dunque espressione della libertà imprenditoriale di Volkswagen Group Italia e non costituisce una condotta illecita.