Ebbene sì, il periodo di crisi attuale mette in luce anche gli aspetti positivi delle persone!

In questo periodo difficile, assistiamo infatti alla diffusione di numerose iniziative di solidarietà, che si concretizzano anche all’interno delle aziende.

Numerose sono le realtà aziendali che manifestano interesse riguardo la possibilità per i lavoratori di donare ferie e permessi a colleghi che si trovano a dover affrontare situazioni di particolare difficoltà. È un’iniziativa molto interessante e di grande attualità. Ma cosa prevede la legge in merito?

L’istituto delle c.d. ferie solidali è stato introdotto dal D. Lgs. 151/2015 che prevede un sistema solidale di cessione di ferie e riposi tra colleghi dipendenti occupati nella stessa azienda, al fine di permettere l’assistenza di figli minorenni che si trovino in condizioni di salute gravi e che richiedano un’assistenza costante.

Tale istituto, ed in particolare l’ambito di applicazione previsto dal testo legislativo, trova la sua fonte primaria di ispirazione nella famosa Loi Mathys, la legge francese 459 del 9.05.2014, il cui nome richiama un fatto di cronaca di grande impatto mediatico: in uno stabilimento della Loire, i colleghi del padre di Mathys, un bimbo affetto da tumore al fegato, decisero di rinunciare a parte delle loro ferie e misero a disposizione del collega 170 giorni di réduction du temps de travail, al fine di permettergli di assistere il figlio fino alla morte.

Nel contesto italiano, il testo legislativo lascia un ampio spazio di intervento alla contrattazione collettiva, sia nazionale che territoriale e aziendale. Risulta pertanto possibile adeguare l’istituto ad eventuali particolari necessità sentite a livello aziendale, estendendo la sua applicabilità all’assistenza di altri famigliari o alla gestione di situazione di grave necessità.

Salvo prevedere che la cessione dei riposi e delle ferie debba avvenire a titolo gratuito ed escludere da tale ambito le ferie e i riposi costituzionalmente garantiti e considerati obbligatori ed irrinunciabili, aziende e lavoratori possono quindi stabilire insieme le condizioni per la fruizione e le modalità di organizzazione delle ferie solidali.

L’istituto ha riscontrato particolare successo all’epoca della sua introduzione, e ad oggi risulta più che mai di attualità. Al riguardo, numerosi sono i CCNL che, in occasione della sottoscrizione dei rinnovi e degli accordi integrativi, hanno introdotto una disciplina ad hoc, ed è in aumento anche il numero di accordi aziendali in merito. E nel contesto attuale, il D. L. 18/2020 ha disciplinato, per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, in deroga a quanto previsto dai CCNL vigenti, la possibilità di cedere ferie e permessi a favore di colleghi che necessitavano di far fronte a particolari esigenze emergenziali connesse all’epidemia da COVID-19.

Di fronte ad una situazione di particolare difficoltà che possa coinvolgere un collega (ma ancor prima che la difficoltà si possa concretizzare), poter promuovere una cultura solidaristica all’interno del contesto lavorativo, che prescinda da qualsiasi interesse economico e di convenienza, è fondamentale. E l’aspetto più positivo nel caso dell’istituto esaminato è indubbiamente il ruolo attivo e collaborativo affidato ai dipendenti stessi nella creazione di un clima aziendale positivo.