Lo Space Act europeo: gli emendamenti danesi del 5 dicembre 2025

A pochi mesi dalla presentazione della proposta di Space Act del giugno 2025, il Consiglio dell’Unione europea, il 5 dicembre 2025, ha introdotto significativi emendamenti destinati a incidere in modo significativo su alcuni snodi fondamentali del futuro quadro regolatorio europeo delle attività spaziali. Queste modifiche rappresentano un importante passo verso la semplificazione degli adempimenti amministrativi per gli operatori spaziali e dimostrano la volontà dell’Unione di rispondere alle preoccupazioni espresse dagli Stati membri in merito al rischio di un eccessivo appesantimento procedurale.
L’introduzione dell’autorizzazione EUSA – Le proposte di emendamento del dicembre 2025 introducono l’EU Space Act authorisation (“EUSA authorisation”), definendola come un’autorizzazione che certifica la conformità di un’attività spaziale ai requisiti previsti dallo Space Act. L’autorizzazione EUSA sarà rilasciata dalle autorità nazionali competenti degli Stati membri nei quali gli operatori sono stabiliti o dalla Commissione per gli assets posseduti dall’Unione europea. La previsione di una denominazione uniforme e di criteri comuni per il riconoscimento delle autorizzazioni persegue l’obiettivo di assicurare un sistema autorizzativo standardizzato e coerente a livello europeo, ponendo le basi per una reale armonizzazione sostanziale delle discipline nazionali.
Il mutuo riconoscimento delle autorizzazioni tra Stati membri – Gli emendamenti del 5 dicembre 2025 intervengono anche sul meccanismo di mutuo riconoscimento delle autorizzazioni per lo svolgimento delle attività spaziali. Nel caso in cui ci siano più Stati membri che intendano esercitare la propria giurisdizione in relazione al territorio, alla nazionalità o alle infrastrutture utilizzate per l’attività spaziale, le autorità nazionali saranno tenute a riconoscere l’autorizzazione EUSA rilasciata dall’autorità competente di tali Stati. Questa soluzione semplifica notevolmente l’operatività degli operatori spaziali, evitando duplicazioni di procedure autorizzative.
Dall’URSO all’URSA: la semplificazione della registrazione – Ulteriore rilevante modifica del dicembre 2025 riguarda il sistema di registrazione degli oggetti spaziali. La proposta originaria dello Space Act prevedeva per gli operatori un onere di doppia registrazione degli oggetti spaziali: sia nell’URSO (Union Register of Space Objects) che nei registri nazionali. Tale duplicità aveva sollevato numerose perplessità, soprattutto in considerazione di eventuali sovrapposizioni e aggravi amministrativi per gli operatori, con il rischio di indurre gli stessi ad iscriversi in definitiva solo in quello europeo. Gli emendamenti di dicembre 2025 hanno superato questa impostazione, sostituendo l’URSO con l’URSA (Union Repository of Space Activities), che sarà istituito e gestito da EUSPA (EU Agency for the Space Programme).
Il nuovo meccanismo si fonda, anziché sull’istituzione di un registro europeo, su uno scambio di informazioni tra le autorità nazionali ed EUSPA, evitando la duplicazione degli adempimenti e garantendo al contempo la pubblicità dei dati trasmessi. A seguito della registrazione nell’URSA, EUSPA rilascerà un certificato elettronico volto a individuare l’attività spaziale e l’oggetto che ha generato i dati o che ha consentito la fornitura dei servizi spaziali.
Tempistiche di applicazione – Lo Space Act, laddove approvato, troverà applicazione, alla luce degli emendamenti recentemente proposti, entro 3 anni dalla sua entrata in vigore. Questa previsione transitoria offre agli Stati membri e agli operatori un periodo congruo per adeguarsi al nuovo quadro normativo europeo e per coordinare le discipline nazionali con quella dell’Unione.
Conclusioni – Gli emendamenti del dicembre 2025 rappresentano un passaggio significativo nel processo di costituzione di un quadro normativo europeo per le attività spaziali. L’introduzione dell’autorizzazione EUSA, il rafforzamento del mutuo riconoscimento e la trasformazione dell’URSO in URSA testimoniano la volontà dell’Unione di coniugare obiettivi di sicurezza, resilienza e sostenibilità con l’esigenza di favorire lo sviluppo competitivo del mercato europeo dell’aerospazio.
La sfida rimane quella di garantire un coordinamento efficace tra lo Space Act e le normative nazionali di settore. Solo un’integrazione efficace tra il livello europeo e gli ordinamenti interni potrà garantire un sistema regolatorio realmente funzionale, capace di sostenere la crescita del settore senza comprometterne la certezza giuridica e l’efficienza amministrativa.
