La Suprema Corte, nella sentenza depositata il 13 giugno 2016, è tornata a pronunciarsi sugli elementi costitutivi del delitto di riciclaggio in un procedimento cautelare sorto a seguito di sequestro preventivo: integra il reato previsto dall’art. 648 bis c.p. qualsiasi trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un  conto corrente bancario ad un altro diversamente intestato, ed acceso presso un differente istituto di credito. Anche se alcune delle operazioni finanziarie in esame si riferiscono a società straniere e si tratta di conti su banche estere, la giurisdizione può radicarsi in Italia se nel territorio dello Stato si sia verificato anche solo un frammento della condotta, come l’ordine di effettuare l’operazione.