Da pochi giorni è entrato in vigore il decreto fiscale 2022 approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 ottobre 2021 che ha apportato importanti modifiche al Testo Unico in materia di sicurezza. In particolare sono stati modificati I presupposti per l’applicazione della sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro irregolare e per la violazione delle norme sulla sicurezza. La sospensione è applicabile a prescindere dal settore di industry e non è più richiesta una recidiva.
Si rischia quindi la sospensione in caso di mancata elaborazione del DVR o del Piano di emergenza, mancata formazione dei lavoratori, assenza di nomina del RSPP, mancata elaborazione del POS, omessa vigilanza in ordine alla rimozione dei dispositivi di sicurezza, mancata fornitura dei DPI o di protezioni contro le cadute dall’alto, nonchè altri inadempimenti per la prevenzione dei rischi di seppelimento e di elettrocuzione.
E’ stata inoltre introdotta la sanzione interdittiva del divieto di contrattare con la PA.
Si tratta di un intervento legislative innovativo che richiede attente valutazioni in materia di compliance e sicurezza per evitare conseguenze aziendali molto severe.
Solo il ripristino delle regolari condizioni di lavoro e il pagamento di sanzioni pecuniarie aggiuntive può portare alla revoca della sospensione.

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