Con provvedimento n. 350/2016, il Garante Privacy ha stabilito che la rilevazione della presenza dei lavoratori sul luogo di lavoro può essere effettuata dal datore anche tramite un’applicazione installata sullo smartphone dei lavoratori, tesa a rilevare ed associare le coordinate geografiche della posizione di questi ultimi a quella del luogo di lavoro.

In tale pronuncia – nata da una richiesta di verifica preliminare presentata da due società operanti nel settore della somministrazione di lavoro – il Garante ha, da un lato, stabilito che il trattamento dei dati (numero identificativo dei dipendenti, orario di inizio e fine della prestazione e posizione del lavoratore) rientra tra gli interessi legittimi del datore di lavoro (tra cui, il risparmio di costi di gestione e l’incremento della certezza delle rilevazioni) e, dall’altro, previsto alcuni accorgimenti che quest’ultimo è tenuto ad adottare nel rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza del trattamento – come, ad esempio, la cancellazione delle coordinate geografiche della posizione del lavoratore al termine della rilevazione e il divieto di trattamento degli altri dati personali del lavoratore presenti sul proprio dispositivo.

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