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RENTRI 2026: nuovo perimetro degli obblighi e completa digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti

Il 2026 segna una tappa decisiva nel processo di digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti.

Dopo la fase introduttiva delineata dal D.M. 59/2023, che ha previsto un sistema progressivo di iscrizione al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) e l’avvio della gestione digitale dei registri, la Legge di bilancio n. 199/2025 è nuovamente intervenuta sul quadro normativo, ridefinendo sia i soggetti obbligati sia le modalità operative di gestione della documentazione.

Nella sua configurazione originaria, il RENTRI si fondava su tre elementi cardine:

  • l’iscrizione graduale dei soggetti obbligati;
  • la digitalizzazione dei registri di carico e scarico;
  • l’introduzione del nuovo modello di FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti).

L’obbligo di iscrizione coinvolgeva un insieme molto ampio di operatori, dai produttori agli intermediari, dai commercianti senza detenzione agli impianti di trattamento. Parallelamente, veniva avviato il percorso che avrebbe condotto alla sostituzione della documentazione cartacea, con la digitalizzazione del registro dei rifiuti pericolosi a partire dal 13 febbraio 2025.

La riforma legislativa è intervenuta proprio su questi due punti, in ottica correttiva per quanto riguarda il perimetro dei soggetti obbligati, attuativa invece per quanto attiene alla digitalizzazione.

Ai sensi del nuovo comma 3-bis dell’art. 188-bis del D.lgs. n. 152/2006, sono esclusi dall’obbligo di iscrizione:

  • consorzi e sistemi collettivi di gestione in forma individuale o collettiva,
  • produttori che operano in regime di particolari semplificazioni (art. 190 commi 5 e 6 D.lgs. n. 152/2006),
  • professionisti non organizzati in forma d’impresa.

Gli operatori oggi esclusi dall’obbligo ma già iscritti al RENTRI devono procedere alla cancellazione tramite il portale, evitando di mantenere un’iscrizione volontaria priva di utilità. La misura consente di eliminare adempimenti superflui e di riportare il sistema in coerenza con il quadro semplificato introdotto dal legislatore.

L’obiettivo è evitare di assoggettare all’obbligo gli operatori con un impatto marginale sulla tracciabilità e concentrare gli adempimenti sui nodi realmente rilevanti del sistema, rendendo lo stesso più proporzionato e coerente rispetto al ruolo effettivamente svolto dagli operatori nella filiera.

La novità operativa più significativa riguarda la completa digitalizzazione della documentazione relativa ai rifiuti pericolosi.

Questo passaggio completa il percorso già avviato con la digitalizzazione del registro di carico e scarico, obbligatoria dal 13 febbraio 2025.

A partire dallo scorso 13 febbraio 2026, il Formulario di Identificazione dei Rifiuti dovrà essere emesso esclusivamente in formato digitale tramite il portale RENTRI. Il FIR cartaceo è stato quindi definitivamente superato.

Per i rifiuti non pericolosi, invece, la gestione cartacea rimane pienamente conforme alla normativa vigente e non è prevista alcuna digitalizzazione obbligatoria, pur non potendosi escludere futuri interventi legislativi volti ad allineare anche tale ambito al modello digitale.

L’adeguamento al modello digitale comporta la necessità per le imprese di investire nella formazione del personale, nella revisione dei processi interni e nell’aggiornamento dei sistemi informativi, elementi indispensabili per assicurare la corretta gestione e conservazione dei dati.

Una preparazione tempestiva consentirà di affrontare la transizione con continuità operativa, trasformando un obbligo normativo in un’occasione di maggiore efficienza e trasparenza.

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