Il Tribunale di Prato, con la sentenza del 16 novembre 2016, ha stabilito che è consentito al socio illimitatamente responsabile di una società di persone non fallita ricorrere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento (nel caso di specie mediante la liquidazione dei beni ai sensi dell’art. 14 – ter della L. 27 gennaio 2012, n. 3), non integrando la fallibilità del socio per estensione ai sensi dell’art. 147 L.F. un’ipotesi preclusiva di accesso alla procedura, essendo comunque consentito al curatore in tale eventualità acquisire l’attivo nel frattempo conservato a tutela dei creditori.