Con la sentenza depositata lo scorso 9 dicembre, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno fatto un passo indietro rispetto al passato. Smentendo quanto sostenuto nella sentenza n. 19668 dello scorso anno, la Suprema Corte ha ribadito l’assenza, nel nostro ordinamento, di un obbligo generalizzato per l’amministrazione di sentire il contribuente, prima dell’emissione di un atto potenzialmente lesivo dei suoi diritti. L’invalidità dell’atto potrà essere fatta valore solo per i tributi riconosciuti a livello comunitario (IVA e dogane) e nelle specifiche ipotesi previste per legge.