Il D.L. 34 del 30/04/2019 ha introdotto l’art. 7-ter nel D.Lgs. 231/2002 (in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) ai sensi del quale “A decorrere dall’esercizio 2019, nel bilancio sociale le società danno evidenza dei tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell’anno, individuando altresì gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati. I medesimi soggetti danno conto nel bilancio sociale anche delle politiche commerciali adottate con riferimento alle suddette transazioni, nonché delle eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento”.

In assenza di indicazioni circa i requisiti dimensionali, pertanto, e salvo modifiche in sede di conversione in legge del decreto, tutte le società saranno tenute ad indicare espressamente i termini di pagamento medi garantiti ai propri fornitori, dando altresì evidenza degli strumenti adottati per limitare eventuali ritardi.

Se confermata, tale disposizione – una volta entrata a regime – consentirà ai fornitori di avere un’indicazione di massima (e di provenienza unilaterale) circa i tempi che dovranno attendere per il pagamento dei propri compensi da parte del potenziale cliente.