Diversi osservatori parlano di una COP26 a due facce, tra compromessi al ribasso (ad esempio l’impegno a ridurre, e non diminuire, l’uso dei combustibili fossili) e novità promettenti. Tra queste ultime, segnaliamo l’istituzione di un nuovo International Sustainability Standards Board (ISSB), che si occuperà di formulare metodi sempre più credibili e uniformi di misurazione e disclosure del record ESG delle organizzazioni a uso degli investitori. La partita delle metriche ESG è una delle più importanti di tutta l’area Impact & Sustainability, perché rappresenta la base su cui possono lavorare tutti gli operatori coinvolti: aziende, investitori, consulenti.

I 3 elementi dell’annuncio dell’International Financial Reporting Standards

Nei primi giorni della COP26, il 3 novembre, il Direttore del Board dei Trustees della International Financial Reporting Standard Foundation ha annunciato 3 novità.

  • La prima: la formazione di un nuovo International Sustainability Standard Board (ISSB) con l’obiettivo di lavorare a una serie completa ed esaustiva di standard di reporting e disclosure in ambito ESG che possano essere utili agli investitori.
  • La seconda: la fusione, nell’ISSB, di altre due importanti organizzazioni con un purpose analogo – il Climate Disclosure Standards Board (CSBD) e la Value Reporting Foundation (VRF).
  • La terza: la pubblicazione di due standard “prototipi”. Uno relativo a criteri generali di reporting e disclosure; l’altro focalizzato su questioni climatiche. Entrambi sono accessibili a questo link.

Perché l’annuncio dell’IFRS è importante?

Questi sviluppi sono importanti perché gli investimenti sostenibili continuano a rappresentare una tra le leve più efficaci per promuovere concretamente un’agenda ESG a livello globale. Gli investitori (Blackrock in testa) sono interessati ad investire tenendo in debito conto l’impatto virtuoso e/o a medio-lungo termine delle loro scelte: per farlo, hanno bisogno di informazioni credibili sull’effettivo impegno nell’ambito dei fattori ESG da parte delle organizzazioni oggetto di investimento.

Finora, tuttavia, è mancata la creazione di un framework condiviso e coerente attraverso cui realizzare questo obiettivo: ad oggi esistono diversi standard di reporting, spesso tra loro discordanti, e la scelta dell’uno o dell’altro è volontaria. La creazione dell’ISSB è un primo, importante passo in questo senso: il modello è quello dell’attività dell’IASB (International Accountanting Standards Board), che ha contribuito in modo decisivo a standardizzare i report finanziari.

Se la COP26 ha deluso le attese in termini di impegni ed obiettivi vincolanti da parte degli Stati membri, ha contribuito, quanto meno, a fornire un ulteriore strumento condiviso attraverso cui dare evidenza dell’effettiva sostenibilità dei propri investimenti. Si tratta di un’opportunità importante sia per i destinatari di obblighi di disclosure e reporting non finanziaria che per I fornitori di servizi di consulenza legale e strategica in tale ambito.