Lo scorso 25 gennaio la Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità dei marchi Buddha Bar e Buddha Cafè di cui è titolare la società francese George V che gestisce la famosa catena di lounge cafè ed aveva intentato causa contro il gestore di un bar milanese denominato “Buddha Cafè”. La Suprema Corte, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Milano, ha evidenziato che il termine “Buddha”, in quanto evocativo non solo di una religione, ma anche di una filosofia e di uno stile di vita, non ha alcuna capacità distintiva, né la può acquistare attraverso l’accostamento, per nulla anomalo, a termini come “bar” o “cafè”.