Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.P.C.M. n. 190 del 20201 è entrata ufficialmente in vigore la riorganizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che cambia denominazione diventando il nuovo Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS). 

Un cambiamento, quello del MIMS, non solo formale ma anche sostanziale: l’obiettivo del Dicastero sarà quello di promuovere la ripresa economica del Paese attraverso politiche che favoriscano la sostenibilità e l’innovazione delle infrastrutture e dei trasporti, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Dall’analisi della redistribuzione delle competenze del MIMS, emerge che al Dipartimento per la programmazione, le infrastrutture di trasporto a rete e i sistemi informativi2 sono affidati, ad esempio, l’identificazione delle linee fondamentali dell’assetto infrastrutturale del territorio, la pianificazione e la programmazione delle infrastrutture e dell’interoperabilità ferroviaria. 

Tra i compiti affidati al Dipartimento per le opere pubbliche, le risorse umane e strumentali3 si evidenziano le competenze in materia di regolazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, la sorveglianza e il monitoraggio sulla costruzione e sulla gestione delle opere pubbliche e la programmazione delle risorse statali in materia di grandi eventi. 

Al nuovo Dipartimento per i trasporti e la navigazione4 spetta, invece, la pianificazione e regolazione in materia di trasporto intermodale, l’attività di indirizzo e di monitoraggio con riferimento ai Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS), la programmazione in ambito di aviazione civile e la gestione dei rapporti con gli organismi internazionali, europei e nazionali competenti per il trasporto terrestre, marittimo ed aereo. 

In tal senso, la riorganizzazione del MIMS rappresenta un’opportunità per favorire l’evoluzione verso forme sostenibili di gestione del territorio e dei trasporti, con la volontà di collaborare al raggiungimento dei diversi obiettivi posti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)5 e, in particolare, dalle azioni finalizzate allo sviluppo delle infrastrutture e della mobilità sostenibili6.

Come noto, il PNRR ha fissato gli ambiziosi interventi che saranno necessari per superare l’impatto economico della pandemia e per dotare il Paese degli strumenti per affrontare le sfide ambientali, tecnologiche e sociali del futuro. Il Piano prevede, infatti, finanziamenti per un ammontare totale di € 235,14 miliardi, di cui € 191,5 miliardi erogati dall’Unione Europea come Recovery Fund, € 30,64 miliardi di fondo complementare derivante dalla programmazione nazionale aggiuntiva – risorse, queste, che dovranno essere impiegate entro il 2026 – e € 13 miliardi resi disponibili dal REACT-EU7, che dovranno essere spesi entro il 2023.

In particolare, il PNRR è costituito da sei missioni8, tra cui quella relativa alle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” a cui sarà destinato un ammontare complessivo di risorse pari a € 25,40 miliardi9. Obiettivo di tale missione è rendere entro il 2026 il sistema infrastrutturale dei trasporti più moderno, digitale e sostenibile, così da rispondere alla sfida della decarbonizzazione indicata dall’Unione Europea nell’ambito delle strategie connesse al Green Deal – in particolare, la Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente10 – e raggiungere gli obiettivi di sviluppo individuati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite11. 

Nel dettaglio, tale missione “pone l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferrovia nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Potenzia i servizi di trasporto merci secondo una logica intermodale in relazione al sistema degli aeroporti. Promuove l’ottimizzazione e la digitalizzazione del traffico aereo. Punta a garantire l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale (PNL) per la rete dei porti12”. La missione interverrà contribuendo a colmare il divario infrastrutturale fra Nord e Sud e fra le aree urbane, interne e rurali del Paese13. 

La missione è a sua volta articolata in due componenti: gli investimenti sulla rete ferroviaria, che saranno destinati al miglioramento delle linee ferroviarie ad alta velocità, all’integrazione fra queste e la rete ferroviaria regionale e alla messa in sicurezza dell’intera infrastruttura nazionale – con l’obiettivo principale di potenziare il trasporto su rotaia, migliorando capacità, connettività e qualità dei servizi offerti; gli interventi di ammodernamento del sistema logistico, finalizzati al potenziamento della competitività, al miglioramento della sostenibilità ambientale e alla resilienza ai cambiamenti climatici del sistema portuale italiano, alla digitalizzazione della catena logistica e del traffico aereo e alla riduzione delle emissioni connesse alla movimentazione delle merci. 

Per contribuire al raggiungimento di tali ambiziosi risultati, 1° aprile 2021 il MIMS ha emanato la sua Direttiva per l’attività amministrativa e la gestione per il 202114, con la quale ha inteso adottare un nuovo approccio programmatico “definendo i propri obiettivi verso l’attuazione dell’Agenda 2030 e il raggiungimento dei target fissati a livello europeo e connettendo i risultati attesi ai fondi stanziati dalle ultime leggi di bilancio e a quelli legati al PNRR”. 

A tal fine, la Direttiva espone gli obiettivi strategici del MIMS, tra i quali si evidenziano: lo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, attraverso la piena utilizzazione dei fondi del PNRR, l’attuazione tempestiva dei programmi di estensione e riqualificazione dei collegamenti ferroviari – al fine di attrarre il turismo ed incrementare la domanda di trasporto di viaggiatori e di merci –, la realizzazione dei programmi per gli interventi di edilizia pubblica – necessari per la riqualificazione urbana del Paese –, lo sviluppo di servizi di trasporto in grado di ridurre significativamente le esternalità negative e le emissioni inquinanti – trasferendo, ad esempio, una quota del trasporto di merci su strada ad altre modalità maggiormente sostenibili – e l’attuazione dei piani sviluppo dei porti realizzati dalle diverse autorità portuali.

Inoltre, per assicurare la tempestiva e corretta attuazione del Piano, è stato recentemente istituito all’interno del MIMS un Comitato PNRR, con il compito di monitorare ogni fase di realizzazione dei progetti e “di valutarne gli effetti in termini occupazionali (in particolare per giovani e donne), di riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche e di impatto sull’ambiente, in linea con le indicazioni europee15”.

Alla luce di quanto precede, è possibile ritenere che la riorganizzazione del MIMS, gli obiettivi fissati per la sua gestione amministrativa e operativa e la cooperazione sino ad ora manifestata, rappresentino un contributo imprescindibile per favorire il pieno raggiungimento degli obiettivi fissati nel PNRR, per la corretta destinazione degli investimenti relativi alla mobilità e alle infrastrutture, per lo sfruttamento ottimane delle risorse finanziarie erogate dall’Unione europea nell’ambito del Recovery Fund e, conseguentemente, per contribuire alla rivoluzione della mobilità sostenibile, innovativa e digitale all’interno del Paese.


1 D.P.C.M 190 del 23 dicembre 2020, Regolamento recante l’organizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in G.U. 6 marzo 2021, n. 56.

2 Art. 3, c. 1, lett. a) D.P.C.M. n. 190/2020.

3 Art. 3, c. 1, lett. b) D.P.C.M. n. 190/2020.

4 Art. 3, c. 1, lett. c) D.P.C.M. n. 190/2020.

5 Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Recovery Plan italiano, racchiude la strategia nazionale per l’utilizzo dei finanziamenti che saranno erogati dall’Unione Europea tramite il NextGenerationEU. Per il testo definitivo del PNRR, si v. https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR_0.pdf.

6 Si v. nota del Ministro Giovannini dell’8 marzo 2021, https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/mims-al-la-nuova-organizzazione-del-ministero.

7 In aggiunta al Recovery Fund, nell’ambito del NextGenerationEU, l’Unione Europea ha stanziato in favore degli Stati Membri ulteriori risorse, pari a € 47,5 miliardi erogabili a titolo di Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe, REACT-EU) che contribuiranno alla ripresa economica verde, digitale e resiliente. Si v. https://ec.europa.eu/info/strategy/recovery-plan-europe_it.

8 Le sei missioni del PNRR sono: i) digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, per cui sono previsti investimenti complessivi per € 50,07 miliardi, ii) rivoluzione verde e transizione ecologica, per cui saranno stanziati € 69,96 miliardi, iii) infrastrutture per una mobilità sostenibile, a cui sono destinati € 31,46 miliardi, iv) istruzione e ricerca, settore per il quale saranno erogati € 33,81 miliardi, v) inclusione e coesione, per cui si prevedono investimenti per € 29,62 miliardi, vi) salute, settore al quale saranno destinati € 20,22 miliardi. Il monitoraggio complessivo del PNRR e delle sue risorse sarà consultabile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Si v. PNRR, p. 22.

9 A cui si aggiungono € 6,06 miliardi di fondo complementare, per un totale di € 31,46 miliardi.

10 Commissione Europea, COM(2020) 789, Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente: mettere i trasporti europei sulla buona strada per il futuro, 9 dicembre 2020.

11 Nazioni Unite, Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, https://unric.org/it/agenda-2030/.

12 Si v. PNRR, p. 17.

13 Si v. PNRR, p. 158.

14 D.m. 127 del 30 marzo 2021, https://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/normativa/2021-04/DM%20127%20-%2031-03-2021.pdf.

15 Si v. news del MIMS del 30 aprile 2021, https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/pnrr/pnrr-al-mims-62-miliardi-di-euro-per-mobilita-infrastrutture-e-logistica.