La Suprema Corte, nella sentenza del 10 febbraio 2016 le cui motivazioni sono state depositate pochi giorni fa, è tornata ad affermare un fondamentale ed innovativo principio introdotto con una pronuncia del 5 maggio 2015 (sentenza n. 41486): in caso di infortunio sul lavoro, il datore di lavoro non può essere condannato sulla base di un generico principio di omessa vigilanza, ma, una volta che abbia fornito tutti i mezzi idonei alla prevenzione, egli non risponderà dell’evento derivante da una condotta imprevedibilmente colposa del lavoratore. In sostanza da un modello iperprotettivo si sta sempre più passando ad un modello collaborativo in cui gli obblighi di prevenzione sono ripartiti tra più soggetti, compresi i lavoratori.