La Corte di Cassazione, con sentenza n. 52433 depositata il 16.11.17, ha chiarito che rispondono di bancarotta fraudolenta i sindaci che non vigilano adeguatamente sulle operazioni dolose commesse dagli amministratori. Nel fallimento conseguente ad operazioni dolose, il fallimento è solo l’effetto – dal punto di vista della causalità materiale – di una condotta volontaria, ma non intenzionalmente diretta a produrre il dissesto fallimentare. Considerato che rientrano tra le operazioni dolose sia le condotte di abuso di gestione e di infedeltà ai doveri dell’amministratore, sia gli atti di per sé pericolosi per la società, ne consegue la legittimità della pronuncia di condanna nei confronti di quei Sindaci che, a causa di un deficit di vigilanza, abbiano di fatto tollerato i falsi in bilancio commessi dagli amministratori.