Per i medici di gruppo, convenzionati con il servizio sanitario nazionale, l’utilizzo di “eventuale personale di segreteria o infermieristico comune”, che comporti una spesa di “modesta e contenuta entità”, non soddisfa il requisito dell’autonoma organizzazione, necessario ai fini IRAP.

Con la sentenza n. 7291/2016 depositata lo scorso 13 aprile, la Corte di Cassazione ha avuto modo di chiarire che nella medicina di gruppo, la collaborazione di terzi che svolgono funzioni di carattere esecutivo “è piuttosto la risultante minima e indispensabile” all’esercizio della professione, non idonea a legittimare la pretesa impositiva.